Quando una scatola si apre o il nastro adesivo non mantiene correttamente la chiusura, la prima reazione è quasi sempre la stessa:
“La colla non tiene!”
Ma la massa adesiva è soltanto uno degli elementi che determinano le prestazioni di un nastro.
Ogni rotolo è il risultato dell’unione di diversi componenti, ciascuno con una funzione precisa.
E basta modificare una di queste caratteristiche per ottenere un comportamento diverso, anche quando due nastri sembrano identici.
Da quali componenti è formato un nastro adesivo?
Un nastro adesivo per imballaggio è composto principalmente da un supporto e da una massa adesiva. A questi si aggiungono eventuali trattamenti e rivestimenti necessari per ottenere le caratteristiche desiderate.
Ogni elemento contribuisce al risultato finale.
Il supporto: non serve soltanto a sostenere la colla
Il supporto è il materiale sul quale viene applicato l’adesivo.
Può essere realizzato in polipropilene (BOPP), PET, PVC oppure carta.
La sua natura e il suo spessore influenzano la resistenza, l’elasticità e la rigidità del nastro.
Un supporto più spesso, per esempio, può offrire vantaggi nella chiusura di scatole grandi e pesanti, ma risultare meno flessibile quando deve adattarsi alle pieghe di una scatola piccola.
Un nastro più spesso, quindi, non è automaticamente un nastro migliore.
Dipende dalla scatola che deve chiudere.
La massa adesiva: la quantità di colla non basta
La massa adesiva permette al nastro di aderire alla superficie del cartone.
Il tipo di adesivo, la sua formulazione e la quantità applicata influiscono sulle prestazioni.
Una maggiore quantità di adesivo può migliorare il comportamento su alcune superfici difficili, come determinati cartoni ruvidi.
Ma non risolve necessariamente tutti i problemi.
Se il nastro viene applicato senza una pressione adeguata oppure la scatola presenta caratteristiche incompatibili con il prodotto scelto, aggiungere colla non garantisce una chiusura migliore.
Non conta soltanto quanta colla c’è, ma come lavora sulla superficie della scatola.
Anche le dimensioni del rotolo hanno la loro importanza
Quando si confrontano due nastri adesivi, spesso si considerano soltanto larghezza e prezzo.
Ma anche la lunghezza del rotolo e il diametro dell’anima hanno un ruolo operativo.
Un rotolo più lungo richiede meno sostituzioni durante il lavoro, riducendo le interruzioni.
Il diametro dell’anima, invece, determina la compatibilità con determinati tendinastri e svolgitori automatici.
Queste caratteristiche non migliorano direttamente l’adesione alla scatola, ma influenzano la praticità di utilizzo e la produttività del magazzino.
La scheda tecnica racconta solo una parte della storia
Spessore del supporto, tipo di adesivo, dimensioni e valori di resistenza sono informazioni importanti.
Ma non devono essere considerate separatamente.
Un nastro con caratteristiche tecniche eccellenti può risultare poco adatto a una determinata applicazione.
Per questo non basta scegliere il prodotto con lo spessore maggiore, la quantità di colla più elevata o il valore di adesione più alto.
Bisogna comprendere come le diverse caratteristiche lavorano insieme.
Il nastro giusto nasce dall’equilibrio tra tre elementi
Per ottenere una chiusura affidabile bisogna considerare contemporaneamente:
- Il prodotto: supporto, adesivo, spessore e caratteristiche del rotolo.
- La scatola: dimensioni, peso, superficie del cartone e sollecitazioni previste.
- Il modo di utilizzo: applicazione manuale o automatica, pressione, velocità e condizioni di lavoro.
È l’equilibrio tra questi tre elementi che determina la scelta più adatta.
Non è soltanto una questione di colla
Quando un nastro adesivo non funziona come previsto, attribuire immediatamente la colpa alla colla significa osservare soltanto una parte del problema.
Il supporto, l’adesivo, le dimensioni del rotolo e il sistema di applicazione contribuiscono tutti al risultato.
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